Il Figlio si consegna al Padre ed esperimenta l’abbandono - Cammimo per incontrare Dio

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Mistica cristiana
Il Figlio si consegna al Padre ed esperimenta l’abbandono
Sulla croce Gesù riversa la sua grazia non solo visibilmente su coloro che sono presenti alla sua passione e morte, ma anche su tutti i nostri progenitori e su quelli che hanno nutrito la fede nelle sue promesse, in attesa del loro compimento.
Vita
Gesù non soffre solo per i peccati, ma si unisce in una partecipazione misteriosa con tutti i credenti, prendendo su di sé tutti i tentativi della loro fede, speranza, sofferenza e carità facendo affluire dalla croce, la pienezza di ogni grazia. Pertanto, sulla croce, convergono oltre a tutti i peccati del mondo per essere lì cancellati, anche tutti gli strati di fede e di dolore per trovare completamento.
Gesù consegna al Padre tutto ciò che in lui è divino, sperimentando così più intensamente la distanza che separa il peccatore da Dio. Lo Spirito Santo che assume l’unità ipostatica della divinità e dell’umanità del Figlio, prende in consegna dalle sue mani il suo sacrificio, per porlo stabilmente nel seno del Padre celeste.
Gesù, rimette al Padre ogni cosa, donandogli il suo Spirito, che è lo stesso del Padre e si fida completamente di lui, rinunciando all’esperienza del suo amore in un’obbedienza assoluta, che si realizza nell’abbandono perfetto. Infatti, sulla croce, il Figlio, non può aggrapparsi a nulla, se non alla dura e cieca obbedienza, senza la conoscenza dei frutti della sua passione e morte.
Sulla croce il Figlio è realmente «l’uomo abbandonato dal Padre».
Egli, che con l’incarnazione si era umiliato, abbassandosi alla nostra umanità ora, sperimenta l’impotenza e l’abbandono e, nella sua morte raggiunge la piena povertà del suo essere-solo-uomo, sperimentando il completo abbandono da Dio. Questo ci fa intuire la distanza divina tra il Padre e l’umanità.
Tuttavia il Figlio, come uomo crocifisso, cerca il Padre ed Egli, con il suo silenzio assoluto, dimostra di accettare come perfetto il sacrificio del Figlio; lo Spirito Santo, invece, è presente come testimone della sua sofferenza. Prima di morire, Gesù, lo consegnerà nelle mani del Padre.
Gesù inizia così l’invio dello Spirito che perfezionerà dopo la Pasqua donandolo alla Chiesa e al mondo.
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