7 - La "Messa da morto" - Incontrare Dio

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Domanda del 3-2-2019
Domande:
1ª - è giusto mettere le messe da morto la domenica?
2ª - e fare la comunione pur avendo peccato sperando nella misericordia del Signore e nella consapevolezza che senza di lui potremmo fare peggio?
                                                                                             (lettera firmata)
Buongiorno!
Le tue domande se le fanno in molti.
La prima riguarda la “Messa da morto” la domenica. Occorre precisare, innanzitutto, che la S. Messa viene celebrata sempre (nei giorni feriali e festivi) per tutti e non solo per chi richiede l’intenzione.
Si può far celebrare la S. Messa per i propri morti ma anche per qualche avvenimento gioioso o triste della vita (in ringraziamento o per un anniversario o per una malattia ecc.).
Nei giorni di festa il parroco è obbligato a celebrare una S. Messa a vantaggio di tutto il popolo, comunemente detta pro populo; mentre nella celebrazione della seconda S. Messa può applicare un’intenzione specifica per vivi o defunti.
Semmai, il Consiglio Pastorale potrebbe suggerire al parroco di nominare, alla domenica, il nome del defunto come ultima intenzione della preghiera dei fedeli e dentro la Preghiera Eucaristica e non inserire mai  intenzioni particolari nelle solennità di nostro Signore, della Vergine Maria o dei Santi.
Nella seconda domanda mi chiedi se è possibile fare la Comunione in peccato mortale, confidando nella misericordia di Dio.
Un sacerdote può autorizzare a ricevere l’Eucaristia, anche se non ci si è ancora confessati, a condizione del pentimento e della promessa di accostarsi al sacramento della Penitenza appena possibile (meglio il giorno stesso o al massimo 1-2 giorni dopo).
Questa dispensa, il sacerdote la può dare se conosce il penitente o se il fedele, non avvicinandosi all’Eucaristia, desse scandalo. Ad esempio, se in una Comunità una suora non ricevesse l’Eucaristia, susciterebbe sbigottimento e giudizi negativi.
Non basta confidare, come fanno i protestanti, nella misericordia e nel perdono di Dio anche se non ricevono l’Eucaristia. Diversamente sarebbe un tentare Dio.
Ciao, spero di averti chiarito un po’ le idee.
don Fabrizio
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Responsabile don Fabrizio Maniezzo

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